Hurtado de Mendoza, Diego

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Diego Hurtado de Mendoza (Granada, 1503 - Madrid, 14 agosto 1575) è stato un nobile, militare, diplomatico e scrittore spagnolo.

230px-Retrato_de_Diego_Hurtado_de_Mendoza%2C_pintor_an%C3%B3nimo.jpg

Biografia

Il fiero militare, diplomatico e uomo di corte

Membro di una delle più potenti e ricche famiglie della nobiltà spagnola, compì studi umanistici presso le Università di Granada e a Salamanca, perfezionando la conoscenza di greco e latino.
Si trasferì quindi in Italia dove servì nell'esercito imperiale (partecipò come cavaliere alla battaglia di Pavia), stabilendosi poi tra Padova e Venezia, dove approfondì gli studi letterari e umanistici e coltivò relazioni intellettuali e letterarie. Dal 1539 al 1547 fu quindi ambasciatore spagnolo a Venezia. In quello scorcio di tempo erano presenti tra Padova e Venezia molti spiriti inquieti, che furono tra i più brillanti esponenti del rinnovamento religioso e intellettuale (tra questi Pietro Carnesecchi, Ascanio Colonna, Donato Rullo, che furono assidui frequentatori dell'abitazione del Mendoza ambasciatore, ma anche Pietro Bembo e Vittore Soranzo nonché - fino al 1536 - Reginald Pole e Alvise Priuli, così come molti altri personaggi vicini alle istanze di rinnovamento religioso).
Nel 1545 fu designato da Carlo V come suo rappresentante presso il concilio di Trento e scelse come suo assistente Alonso de Zorrilla. Protestò veementemente, per conto dell'imperatore, al trasferimento del concilio da Trento a Bologna nel 1547. In quell'anno fu nominato ambasciatore a Roma. Continuò quindi a difendere gli interessi della politica spagnola in Italia, in quel mometo ancora condizionata dal rapporto di fiducia e protezione di Carlo V e nei confronti dei cardinali "spirituali" quali Reginald Pole e Giovanni Morone. Fu anche agente dell'imperatore a Siena e governatore per suo conto della città. In questi anni Mendoza subì duri scacchi sul piano politico e diplomatico, ai quali la sua indole fiera lo fece reagire in modi talvolta al di sopra delle righe. In particolare nel 1554 aggredì un bargello del papa. In quell'anno fu richiamato in Spagna.
A causa delle sue relazioni, fu interrogato nell'ambito del processo contro Bartolomé Carranza.
Nel 1568 fu espulso dalla corte di Filippo II a causa di una rissa con un cavaliere. Visse ritirato a Granada fino al 1574, allorché, un anno prima di morire, fu di nuovo riammesso a corte.

Il raffinato uomo di lettere

Diego Hurtado fu un brillante letterato e umanista. Il suo capolavoro è considerato la Guerra de Grenada, resoconto storico della celebre rivolta dei moriscos, ma fu anche - sin dal suo soggiorno veneziano - dotto e raffinato poeta (la raccolta postuma delle Obras (1610) comprende sonetti, canzoni ed epistole). Incerta e dibattuta è la sua paternità del Lazarillo de Tormes.

Bibliografia

  • David H. Darst, Diego Hurtado de Mendoza, Twayne, Boston 1987
  • Ángel González de Palencia, Eugenio Mele, Vida y obras de don Diego Hurtado de Mendoza, 3 voll., Imprenta de Maestre, Madrid 1941-1943
  • Stefania Pastore, Una Spagna anti-papale? Gli anni italiani di Diego Hurtado de Mendoza, in "Roma moderna e contemporanea", XV, 2007, pp. 63-94
  • Inès Rada, Un cadet de grande famille à l’epoque de la Renaissance: Don Diego Hurtado de Mendoza, in Augustin Redondo (éd.), Autour des parentés en Espagne aux XVIe et XVIIe siècles. Histoire, mythe et littérature, Université de la Sorbonne, Paris 1987, pp. 31-42
  • Erika Spivakovsky, Son of the Alhambra. Don Diego Hurtado de Mendoza, University of Texas, Houston 1970

Testi on line

Links

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]