Commissario generale del Sant'Uffizio

Il Commissario generale fu una figura di rilievo all'interno della Congregazione del Sant'Uffizio dal 1542, anno della sua istituzione, al 1965, anno in cui la Congregazione del Sant'Uffizio venne trasformata da Paolo VI in Congregazione per la Dottrina della Fede, denominazione che tuttora conserva.
Scelto tra i membri dell'ordine domenicano, le funzioni di questo importante ufficiale del Sant'Uffizio consistevano essenzialmente nel condurre i processi e gli interrogatori degli imputati e dei testimoni su mandato dei cardinali inquisitori e di supervisionare la corrispondenza, gestendo altresì i rapporti tra la Congregazione del Sant'Uffizio e i tribunali locali. Aveva competenze anche sulla censura teologica.

Lista dei Commissari generali del Sant'Uffizio (1542-1965)

Di seguito si fornisce un elenco cronologico dei Commissari generali che intende completare quelli di Taurisano e di Del Col (cfr. bibliografia) entrambi in latino e aggiornati al 1912 (entrata in funzione di Domenico Pasqualigo). Per un elenco alfabetico dei Commissari generali attualmente biografati su questo sito cfr. qui.

Bibliografia

  • Andrea Del Col, Commissario del Sant'Uffizio, Italia, in DSI, vol. 1, pp. 351-52
  • Innocenzo Taurisano, Series chronologica Commissariorum S. Romanae Inquisitionis ab anno 1542 ad annum 1916, in "Analecta Sacri Ordinis Fratrum Praedicatorum", 24, 1916, pp. 495-506
  • Innocenzo Taurisano, Hierarchia ordinis praedicatorum. Pars Prima, Unio Typographica Manuzio, Romae 1916
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz (a cura di), Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation : 1814-1917, Paderborn, Schöningh 2005
  • Hubert Wolf, Hermann H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, 2 voll., Paderborn, Schöningh 2010
  • Herman H. Schwedt, Die Anfänge der Römischen Inquisition. Kardinäle und Konsultoren 1542 bis 1600, Herder, Freiburg 2013

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Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant.

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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