Flaminio, Cesare

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Cesare Flaminio è stato un umanista ed eretico condannato a morte dall'Inquisizione romana.

Biografia

Nipote (o forse cugino) di Marcantonio Flaminio, si addottorò in diritto presso l'Università di Bologna.
Frequentò il circolo valdesiano di Napoli insieme a Marcantonio. Dal 1544 al 1546 fu collaboratore di Vittore Soranzo a Bergamo. Quindi si trasferì a Roma come segretario del cardinale Badia. Passò poi al servizio del cardinale Agostino Trivulzio e per suo conto viaggiò in Francia (nel corso della permanenza in Francia fece pubblicare i Carminum libri duo di Marcantonio Flaminio, usciti a Lione nel 1548). Al rientro in Italia, si stabilì a Faenza, ereditando il priorato detenuto da Marcantonio (morto nel 1550). Giulio III però lo fece arrestare per eresia: il processo si concluse con la condanna al carcere perpetuo e l'obbligo di vestire l'abitello.
Fu quindi probabilmente fatto giustiziare da Paolo IV. Il 23 ottobre 1557, infatti, papa Carafa si vantò con l'ambasciatore veneziano Navagero di averlo "fatto brusciar in publico alla Minerva" (in piazza della Minerva)1.

Bibliografia

  • Processo Morone2, vol. 1, pp. 1068-69, nota 66
  • Processo Soranzo, t. I, p. 157, nota 23

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]