Medici, Caterina

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Caterina Medici (Broni, 1573 - Milano, 4 marzo 1617) è stata una donna condannata per stregoneria.

Biografia

Si sposò a tredici anni con Bernardino Zagalia, detto Pinotto. Il marito era di Piacenza ma la coppia andò a vivere a Pavia. La giovane donna fu costretta dal marito a prostituirsi. Rimasta vedova attorno al 1592, iniziò a lavorare come serva a Pavia e nel Monferrato. Dal padrone Giovanni Pietro Squarciafico, di mestiere capitano, ebbe due figlie (e una terza figlia non fu da questi riconosciuta). Dopo una lunga convivenza con Squarciafico a Occimiano, nel 1611 rientrò a Pavia e l'anno seguente si trasferì a Milano, continuando a lavorare come serva.
Nel 1616 entrò al servizio del senatore milanese Luigi Melzi d’Eril. Iniziando improvvisamente questi a soffrire di dolori allo stomaco e di melanconia, Caterina Medici fu accusata, nel dicembre 1616. di avergli fatto un sortilegio. Fu un ex padrone della donna, il capitano Vacallo, ad accusarla per primo. La donna confessò subito. Sottoposta a processo, nel corso del quale fu impiegata la tortura, fu infine condannata a morte dal Senato di Milano.
L'esecuzione, a conclusione di uno spettacolo pubblico nel corso del quale la donna fu esposta su un carro e torturata di nuovo con tenaglie roventi, avvenne per impiccagione il 4 marzo 1617 (il cadavere fu quindi bruciato sul rogo).

Bibliografia

  • Guido Dall'Olio, Medici, Caterina, in DBI, vol. 73 (2009)
  • Giuseppe Farinelli, Ermanno Paccagnini, Processo per stregoneria a Caterina de' Medici 1616-1617, Rusconi, Milano 1989
  • Leonardo Sciascia, La strega e il capitano, Adelphi, Milano 1986

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]