Cantari condannati

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Dalla seconda metà del Trecento e fino al Seicento inoltrato, la forma narrativa in ottava rima del cantare gode di grande fortuna e vanta una vasta diffusione. Versatile e capace di rappresentare gli argomenti e le trame più varie, il cantare vede una circolazione su vari piani di ricezione: passa dalle piazze alle corti ai conventi, facendosi veicolo di narrazioni che vanno dalle gesta carolinge e arturiane fino alla novellistica, alla cronaca, all’agiografia. Promuove su un piano medio-basso e semicolto opere che circolano parallelamente, e precedentemente, entro una letteratura alta, autoriale, in generale ufficiale. È questa caratteristica, connessa alla capillare diffusione del cantare, che fa dei testi in ottava rima degli strumenti difficili da controllare e capaci di veicolare temi scottanti. È a posteriori, però, che alcuni di questi testi vengono proibiti: circolati liberamente nel Quindicesimo e Sedicesimo secolo, sono poi inseriti gradualmente negli Indici emanati nel corso del Diciassettesimo e per i primi anni del Diciottesimo secolo. I cantari condannati che figurano in queste liste sono di argomento profano ma anche religioso, fatto quest’ultimo che potrebbe apparire inconsueto se non si pensa al carattere soteriologico, ma eterodosso, di questi testi, facilmente tacciabile di stregoneria. È Francesco Novati in Raccolta di alcune operette spirituali e profane proibite che si occupa dell’argomento, restituendo i testi apposti in appendice all’Indice del 1704 a nuova luce. È interessante pensare che le liste in cui i cantari vennero inseriti furono, per il Diciottesimo e Diciannovesimo secolo, una sorta di bibliografia cui attingere per i bibliofili e collezionisti di libri rari che, leggendo “al contrario” la proibizione, si procuravano i testi vietati, e perché vietati pubblicizzati, come pezzi da collezione.

Bibliografia

  • Giorgio Varanini, Cantari religiosi senesi del Trecento, Laterza, Bari 1965.
  • Edoardo Barbieri, Di alcuni cantari religiosi condannati. Francesco Novati e la “Raccolta d’alcune particolari operette spirituali e profane proibite, in Il cantare italiano fra folklore e letteratura, Atti del Convegno internazionale di Zurigo, 23-25 giugno 2005.
  • Edoardo Barbieri, Danilo Zardin, Libri, biblioteche e cultura nell’Italia del Cinque e Seicento. V&P Università, Milano 2002.

Article written by Silvia Corelli | Ereticopedia.org © 2017

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]