Renato, Camillo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

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Camillo Renato (Sicilia, 1500 ca. - Valtellina, 1575) è lo pseudonimo più noto di un eretico italiano del Cinquecento, nato come Paolo Ricci e conosciuto anche come Lisia Fileno.

Biografia

Nacque in Sicilia, si presume a Palermo, agli inizi del XVI secolo. Frate francescano osservante, fu maestro di teologia. Studiò a Padova e Venezia. Fu processato negli anni venti durante la nunziatura di Altobello Averoldi, ma fu assolto.

Nel 1539 lo ritroviamo a Bologna, ormai sfratato, con lo pseudonimo di Lisia Fileno. Un circolo si formò attorno a lui. Denunciato ma protetto da alcuni influenti allievi, riuscì a fuggire. Fu quindi a Modena, dove continuò la sua propaganda eterodossa. Catturato nel 1540, fu sottoposto a processo. Condannato al "carcere perpetuo" e trasferito a Bologna, riuscì a fuggire ancora, stavolta in Svizzera, dove assunse il nome con cui è più noto, Camillo Renato, e sviluppò la sua dottrina, molto vicina all'anabattismo e che teorizzava il sonno delle anime dopo la morte (psicopannichilismo). Partecipò ai Collegia vicentina. Entrato in conflitto per le sue posizioni eterodosse con i riformatori italiani emigrati in Valtellina, e in particolare con Agostino Mainardi, nel 1550 fu scomunicato e nel 1551, a Chiavenna, dovette ritrattare le proprie dottrine e firmare una confessione di fede riformata. Arrestato l'anno seguente durante un viaggio in Italia, a Bergamo, fu rilasciato dalle autorità veneziane nonostante la richiesta di estradizione a Roma del nunzio Ludovico Beccadelli. Rientrato in Svizzera, protestò per l'esecuzione di Michele Serveto voluta da Calvino. In vecchiaia pare fosse diventato completamente cieco. Morì nel 1575.

Scritti

  • Trattato del Battesimo e della Santa Cena
  • De injusto Serveti incendio

Bibliografia

  • Processo Morone2, pp. 854-55, nota 20
  • Camillo Renato, Opere, documenti e testimonianze, a cura di Antonio Rotondò, Sansoni-The Newberry Library, Firenze-Chicago 1968
  • Antonio Rotondò, Studi e ricerche di storia ereticale italiana del Cinquecento, Giappichelli, Torino 1974

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]