L'Italia di Carlo V

Recensione di Elena Bonora, Aspettando l’imperatore. Principi italiani tra il papa e Carlo V, Einaudi, Torino 2014

Quaderni eretici | Cahiers hérétiques, 2, 2014 : http://www.ereticopedia.org/rivista#toc4

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Valido volume per approfondire la realtà italiana della prima metà del XVI secolo, Aspettando l’imperatore di Elena Bonora, grazie ad una prospettiva ampia e ad un continuo confronto con le fonti esaminate, ricostruisce il contesto storico politico della penisola tra il 1534 ed il 1549.
Il titolo dell’opera, cioè Aspettando l’imperatore. Principi italiani tra il papa e Carlo V, risponde a due istanze: rivolgere l’attenzione alla rete filoimperiale intessuta tra le corti degli stati italiani e mettere in rilievo alcune personalità dell’epoca come i cardinali Benedetto Accolti, Ercole Gonzaga, Reginald Pole e Gaspare Contarini, il pontefice Paolo III Farnese, il consigliere imperiale Diego Hurtado de Mendoza, il tutto sullo sfondo della crisi religiosa del Cinquecento e della crescente conflittualità tra Carlo V e il papa.
Nel ripercorrere le vicende e nell’esaminare la corrispondenza del cardinale di Ravenna Benedetto Accolti, convinto membro della fazione antipapale, Elena Bonora analizza i legami che vennero creati tra il cardinale e le corti di Ferrara, di Mantova, di Firenze e di Napoli ai fini di ridimensionare drasticamente il ruolo del Farnese. Ne emerge un nitido scenario, caratterizzato dalla presenza di un progetto particolare filoasburgico dovuto sia ad alleanze matrimoniali e dinastiche spregiudicate sia all’appoggio strategico di personalità singolari come alcuni consiglieri ed alcuni diplomatici legati a Carlo V.
Nelle pagine di Aspettando l’imperatore confluiscono quindi i risultati delle ricerche effettuate dall’Autrice presso l’Archivio di Stato di Firenze, l’Archivio di Stato di Mantova, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Biblioteca Estense di Modena1.
L’esito finale è un volume stimolante, onnicomprensivo ed innovativo dal momento che la documentazione, inedita, mette in luce aspetti della storia italiana quasi mai emersi in precedenza oppure rimasti maggiormente nell’ombra, e si intreccia in modo organico con la narrazione.
Vengono quindi descritti la nascita e lo sviluppo del progetto antipapale, tuttavia senza mai perdere di vista il contesto ed i principali nodi storici che hanno caratterizzato la prima età moderna; l’analisi quindi si dipana da una prospettiva generale ad una particolare, delineando le opinioni, gli intrecci, i conflitti e le personalità più influenti dell’Italia dell’imperatore.
È questo continuo confronto con lo scenario e con la cultura dell’epoca a conferire al volume una certa omogeneità; un discorso analogo vale, naturalmente, anche per i dodici capitoli dell’opera che, interagendo frequentemente tra di loro, rendono Aspettando l’imperatore ben articolato e coinvolgente. I lettori osservano da vicino, anzi partecipano alla politica italiana del primo Cinquecento, leggendo i carteggi – singolare che le vere identità degli scriventi fossero celate da pseudonimi legati alla cultura classica – tenuti tra l’Accolti, Cosimo I de’ Medici, Ercole II d’Este ed il cardinal Gonzaga.
Proprio per questo motivo, il volume di Elena Bonora consente di comprendere a fondo la complessità di un periodo cruciale per la storia d’Italia, fin’ora poco studiato nel suo insieme; non è semplice immergersi in una realtà come quella italiana della prima età moderna proprio per la sua estrema particolarità. Il continuo susseguirsi di eventi e la frammentarietà dello scenario politico, non riconducibile ad una singola unità, contribuiscono a rendere il contesto disomogeneo, talvolta sfuggente.
Nonostante la logicità e la chiarezza dell’esposizione, per comprendere a fondo un volume denso come Aspettando l’imperatore è necessaria una certa conoscenza del periodo precedente e successivo a quello analizzato dall’Autrice, che non si limiti agli eventi politici e ai cambiamenti istituzionali verificatisi, ma che si soffermi anche sui modelli socio-culturali dell’epoca e sulla religiosità pre-tridentina.
Dal punto di vista storiografico, è da segnalare il superamento delle categorie cantimoriane relative al momento di svolta nella crisi religiosa, in altre parole viene posticipata la data di chiusura dottrinale e politica seguita all’avvento della Riforma2 : il 1549, anno del conclave che portò all’elezione di papa Giulio III, viene infatti suggerito come data di inizio della rigidità confessionale invece che il 1542, anno del fallimento dei colloqui di Ratisbona, della creazione del Sant’Uffizio dell’Inquisizione e della fuga oltralpe di Bernardino Ochino3.
Da sottolineare, infine, la mancanza di un’impostazione eccessivamente rigida da parte dell’Autrice, il che consente di sviluppare un propria interpretazione degli eventi ed un propria opinione in merito.
In conclusione, l’ampiezza delle fonti consultate, la ricca bibliografia – tra i molti testi, Elena Bonora attinge anche a pubblicazioni recenti in lingua inglese, spagnola e francese (oltre che italiana) – e l’esaustività nel trattare gli argomenti fanno in modo che il volume sia un buon modello orientativo, provvisto di un interessante schema interpretativo, per chi intende approfondire la storia politica e religiosa italiana del Cinquecento, desideri averne una panoramica completa ma intenda poi avviare una valutazione personale.

(Domizia Weber)

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]