Benedetto corazzaro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444


Benedetto "corazzaro" è stato un eresiarca millenarista veneziano del XVI sec.

Di mestiere fabbricava corazze (a questo si deve il suo appellativo). Rivendicatosi decifratore dell'Apocalisse, sulla quale scrisse un'opera di interpretazione andata perduta, sin dalla fine degli anni quaranta del XVI sec. raccolse attorno a sé una conventicola di artigiani come lui.
Il suo nome fu citato nella delazione Manelfi del 1551, dove si legge:

Sono etiandio in Vinegia da trenta o quaranta persone quali hanno comminciato una schola o una setta nova detta del Corazzaro, quale dice essere quello huomo di cui dice San Pavolo: «Scio hominem in corpore etc.», quale huomo dice don Pietro haver veduto in Vinegia ma non parlato1.

Benedetto "corazzaro", scagliandosi contro le eresie, profetizzava la sconfitta dei Turchi e la loro conversione al cristianesimo, la rovina degli Asburgo e la riunione dell'Europa e del Mediterraneo sotto un'unica guida, che è stata identificata dai suoi seguaci in un "papa angelico", un patrizio veneziano o un "capitano da mar".
Il messaggio di Benedetto "corazzaro" ebbe particolare influenza nel contesto delle guerre contro i Turchi nel Mediterraneo. La vittoria della Lega Santa a Lepanto (1571) fu vista dai seguaci che gli sopravvissero come un segno dell'avverarsi delle sue profezie.
Gli ultimi seguaci di Benedetto "corazzaro", tra i quali spiccava il calzolaio Domenico di Lorenzo, furono processati dall'Inquisizione veneziana nel 1573.

Bibliografia

  • Carlo Ginzburg, Due note sul profetismo cinquecentesco, in "Rivista storica italiana", 78/1, 1966, pp. 185-227.
  • John J. Martin, Venice's hidden enemies: Italian heretics in a Renaissance city, University of California Press, Berkeley 1993.
  • Ottavia Niccoli, "Prophetie di musaicho". Figure e scritture gioachimite nella Venezia del Cinquecento, in Forme e destinazione del messaggio religioso. Aspetti della propaganda religiosa nel Cinquecento, a cura di Antonio Rotondò, Olschki, Firenze 1991, pp. 197-227.

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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