Bartocci, Bartolomeo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Bartolomeo Bartocci (Città di Castello, 1535 – Roma, 25 maggio 1569) è stato un mercante ed eretico.

Biografia

Nel 1555 partecipò all'assedio di Siena e fu convinto da Fabrizio Tommasi di Gubbio ad aderire alle idee protestanti. Poco dopo, rientrato nella città natale e colto da una grave malattia, rifiutò i conforti religiosi. Tentò anche di convertire i cugini. Braccato dall'Inquisizione, fuggì a Siena e poi a Venezia. Da qui, sordo all'appello dei genitori che lo invitavano a rientrare e pentirsi, raggiunse Ginevra, dove nel 1556 si unì alla locale comunità di esuli italiani.

Da Ginevra, per ragioni legate alla sue attività mercantili, Bartocci intraprese un viaggio in Italia nel 1567, fermandosi in Sicilia, a Roma e a Genova. Le autorità genovesi, su pressioni dell'Inquisizione lo arrestarono nell'ottobre 1567, ma indugiarono assai sulla sua estradizione a Roma, temendo rappresaglie da parte degli Svizzeri sui loro mercanti (i rappresentanti dei cantoni di Berna e Ginevra fecero vive pressioni per la liberazione del Bartocci). Alla fine i governanti genovesi cedettero alla ferma intransigenza di papa Pio V, e il 29 gennaio 1568 Bartocci fu estradato. Ne seguì un processo che si concluse con la sua condanna a morte, eseguita il 25 maggio 1569.

Bibliografia

  • Salvatore Caponetto, La Riforma protestante nell’Italia del Cinquecento, Claudiana, Torino 19972, pp. 381-384
  • Carlo Ginzburg, Bartocci, Bartolomeo in DBI, vol. 6 (1964)
  • Simone Ragagli, Bartocci, Bartolomeo in DSI, vol. 3, p. 142

Link

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]