Santarelli, Antonio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-88-942416-0-0 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

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Antonio Santarelli (Atri, 1569 - Roma, 1649) è stato un teologo gesuita.

Biografia

Entrò nella Compagnia di Gesù nel 1586.
Autore di vari trattati, tra i quali un trattato sui giubilei (1624), la sua fama è legata soprattutto al Tractatus de haeresi, schismati, apostasia… et de potestate romani Pontificis (1625), che fu vietato in Francia e innescò il cosiddetto affaire Santarelli.

In tale voluminoso trattato Santarelli sosteneva chiaramente la legittimità del papa di deporre un sovrano eretico, infliggendogli anche pene temporali: “Summus pontifex potest principes ereticos punire etiam poenis temporalibus, eosque regnum privare, eorumque subditos ab illorum oboedientia liberare”. La tesi è sostenuta nel capitolo 13 del volume, che contava ben 644 pagine e fu approvato dal superiore della Compagnia di Gesù Muzio Vitelleschi.

Il testo fu condannato dalla Facoltà di Teologia della Sorbona e dal Parlamento di Parigi; un decreto reale del 13 marzo 1626 condannò il libro alla distruzione. I gesuiti francesi, con grande imbarazzo, furono costretti a rinnegare le tesi di Santarelli per evitare di essere cacciati dal regno.

Bibliografia

  • Sylvio H. De Franceschi, Raison d’État et raison d’Église. La France et l’Interdit vénitien (1606-1607): aspects diplomatiques et doctrinaux, Champion, Paris 2009
  • Sylvio H. De Franceschi, La crise théologico-politique : antiromanisme doctrinal, pouvoir pastoral et raison du prince. Le Saint-Siège face au prisme français (1607-1627), École française de Rome, Rome 2009
  • John Tedeschi, Santarelli, Antonio in DSI, vol. 3, p. 1367

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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