Loredan, Antonio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Antonio Loredan è stato un patrizio veneziano del XVI sec., perseguitato dall'Inquisizione.

Fu denunciato da un anonimo informatore al Sant'Uffizio di Venezia il 1° maggio 1565, insieme a Giacomo Malipiero. Le accuse erano pesanti e circostanziate: i due avevano definito la Chiesa romana "sinagoga dell'Anticristo", negavano il valore delle opere ai fini della salvezza, negavano il Purgatorio e il valore delle indulgenze, non riconoscevano altri sacramenti se non il battesimo e il matrimonio e avevano bestemmiato contro l'eucarestia. Antonio Loredan, che aveva 23 anni all'epoca dei fatti, fu interrogato a partire dal 12 maggio 1565 e, dopo aver in un primo momento minimizzato le accuse, cedette e confessò. Si sottomise quindi all'abiura il 3 luglio 1565, cavandosela con lievi pene (due anni di penitenze e l'obbligo di versare ogni anno due ducati alla sua chiesa parrocchiale).

Bibliografia

  • Federica Ambrosini, Storie di patrizi e di eresia nella Venezia del ‘500, Franco Angeli, Milano 1999, ad indicem, in part. pp. 104-109.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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