De Grandi, Antonio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Antonio De Grandi è stato un sacerdote veneziano del XVI sec. a Venezia, perseguitato dall’Inquisizione.

La vicenda

Antonio De Grandi era sacerdote presso la chiesa di San Nicolò dei Mendicoli. Il testo del suo processo inquisitoriale, svoltosi dal marzo al giugno 1554, non contiene elementi utili a ricostruire i suoi dati biografici, come il luogo e la data di nascita, ma soltanto alcuni particolari relativi alla sua vita, che già danno una chiara idea della personalità dell’uomo. Egli era già stato condannato in precedenza come falsario, e bandito da San Nicolò per 4 anni per decisione del Vicario del Patriarca; inoltre, era stato sospeso dalla celebrazione della messa e condannato per aver scritto libri contro il capitolo di San Nicolò. Si tratta di accuse gravi, che non potevano non suscitare la reazione della Chiesa ufficiale.

Tendenze eterodosse

L’accusa mossa all’imputato è quella di “abuso di religione”. Il fulcro del processo ruota attorno a un quadro di Cristo che suda sangue, di proprietà dello stesso imputato. Questa accusa non è inquadrabile come “eresia” in senso stretto. De Grandi cercava di trarre profitto da un falso miracolo, approfittando della credulità popolare. Un testimone, ie precisamente il plebanus di San Nicolò dei Mendicoli, afferma di essere andato in casa dell’imputato e di aver visto un quadro di Cristo che gocciolava un liquido rosso; il giorno dopo, l’imputato avrebbe fatto entrare tutti quelli che volevano, per vedere il miracolo.
Un particolare successivo, però, fa capire che si trattava di una frode: padre Antonio, dopo l’arrivo dei fedeli, si precipitava nella stanza a prendere i soldi delle offerte. Sarebbe quindi stato lui ad alterare il Gesù perché sudasse sangue, per moltiplicare le offerte con un falso miracolo.

Fonte

  • Archivio di Stato di Venezia, Santo Uffizio, busta 12, fascicolo n° 3.

Article written by Francesca De Poli | Ereticopedia.org © 2021

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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