Barberini, Antonio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo [ISBN 978-88-942416-0-0]

Antonio Barberini (Firenze, 1569 - Roma, 11 settembre 1646) è stato un cardinale, appartenente all'ordine dei frati minori cappuccini, membro e segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.

Biografia

Nato a Firenze il 18 novembre 1569, entrò nell'ordine dei cappuccini nel 1591 e nel 1623 era un semplice guardiano di convento. Sarebbe stato destinato a restare nell'ombra se in quell'anno il fratello Maffeo non fosse stato eletto papa col nome di Urbano VIII. Questi lo chiamò a Roma (Antonio era guardiano di un convento a Firenze), e il 7 ottobre 1624 lo nominò cardinale. Inserito nella congregazione del Sant'Uffizio, ne fu segretario fino al 1633, lasciando quindi il posto al nipote Francesco Barberini. In quello stesso anno fu nominato cardinale bibliotecario della Biblioteca Apostolica Vaticana, subentrando al nipote stesso, e Penitenziere maggiore. Occupò entrambe le cariche fino alla morte.

Dai costumi molto umili, non parve particolarmente interessato ai giochi di potere. Sostituì comunque il nipote Francesco Barberini nelle funzioni di segretario di stato durante le sue assenze da Roma, fu camerlengo dal gennaio 1636 al gennaio 1637 e cardinale vicario dal 1636 al 1640. Per un breve periodo (dal 1635 al 1638) fu vescovo di Senigallia, carica cui rinunciò. Non fu grandemente toccato dalle disgrazie della sua famiglia seguite alla morte di Urbano VIII (1644). Morì comunque due anni dopo, nel 1646.

Bibliografia

  • Pierre-Noël Mayaud, Les «Fuit congregatio sancti officii in … coram …» de 1611 à 1642. 32 ans de vie de la Congrégation du Saint Office, in "Archivum Historiae Pontificiae", 30, 1992, pp. 231-289: p. 288
  • Alberto Merola, Barberini, Antonio, in DBI, vol. 6 (1964)
  • Ludwig von Pastor, Storia dei Papi dalla fine del Medio Evo, vol. 13: Storia dei papi nel periodo della Restaurazione cattolica e della guerra dei Trent'anni : Gregorio XV (1621-1623) ed Urbano VIII (1623-1644), Desclée, Roma 1931

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Voci correlate

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2013

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]