Pigafetta Piovene, Angelica

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Angelica Pigafetta Piovene è stata una donna del XVI sec., perseguitata dall'Inquisizione ed esule religionis causa.

Nata Angelica Piovene, aveva sposato il conte Alessandro Pigafetta, esponente di una delle più importanti famiglie della nobiltà vicentina, che l'aveva lasciata vedova nel 1557. Dopo la morte del marito, si trasferì ad Asigliano presso la famiglia della madre, i Marana, che erano ricchi proprietari di possedimenti in quellaa zona. Fu convertita alle dottrine riformate da Iseppo Mascaia, frequentatore dei Marano, che le procurò una copia della Institutio di Calvino. Convocata dall'Inquisizione di Vicenza nell'aprile 1568, subì un interrogatorio dopo il quale si ammalò. Rinchiusa nel monastero delle Convertite di Borgo Pusterla con il figlio Leonardo, nell'agosto 1568 si mise in viaggio verso la Valtellina insieme con quest'ultimo e Nicolò da Pavia. Invitata a Chiavenna da Alessandro Trissino, che ambiva ad ampliare la locale comunità di riformati italiani, le sue precarie condizioni di salute la fecero ammalare gravemente durante il viaggio, che comprese una sosta a Morbegno, dove trovò ristoro presso Carlo Moscone. Giunta infine a Chiavenna, morì poco dopo.

Bibliografia

  • Giovanni Mantese, Mariano Nardello, Due processi per eresia. La vicenda religiosa di Luigi Groto, il “Cieco di Adria”, e della nobile vicentina Angelica Pigafetta-Piovene, Officine Grafiche STA, Vicenza 1974.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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