Zazzara, Andrea

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Andrea Zazzara, o Zazzera (Roma, 1579 – Roma, 17 novembre 1617), figlio di Monte, ricordato tra i primissimi discepoli di Filippo Neri a S. Girolamo della Carità, ha fatto parte della Congregazione dell’Oratorio come i fratelli Francesco, Clemente e Giovanni Battista; di cultura ampia e raffinata, è stato incaricato dai padri della Vallicella della continuazione degli Annales Ecclesiastici di Cesare Baronio, di cui riuscì a elaborare un solo tomo.

Biografia

Andrea Zazzara era nato a Roma nel 1579 da Monte, fiorentino di nascita e di professione profumiere, e Clarice Zacarina, assai devota a Filippo Neri, che mise al mondo dodici figli1. Suo padre era stato uno dei primi frequentatori del Neri e suo penitente fin dagli inizi dell’apostolato in S. Girolamo della Carità, che Antonio Gallonio colloca cronologicamente tra il 1551 e il 1552: «(Padre Filippo) Instituì la nostra Congregatione dell’Oratorio, come ho inteso da alcuni suoi figlioli spirituali più antiqui, cioè m.s Monte Zazzera, m.s Ottavio Ricci et altri, ne’ tempi di papa Giulio III tra ’l cinquanta uno o cinquanta doi»2.
Monte Zazzara è documentato a Roma fin dal 1547 come residente «in Banchi alla Zecca Vecchia», vale a dire il palazzo della Zecca, opera di Antonio da Sangallo il giovane, che in seguito, nel 1666, diventò sede del Banco di S. Spirito. Presso di lui dimorò per un periodo anche suo fratello Simone, poi diventato cappuccino, che per il tramite di Monte si pose subito sotto la direzione spirituale del Neri, da cui fu poi ‘miracolosamente’ risanato3. Il profumiere fiorentino figura tra i confortatori della Compagnia della Misericordia negli anni 1568, 1578, 1591 e tra i suoi provveditori nel 1569, 1574 e 1579. Ascoltato ben cinque volte come teste al processo di canonizzazione del Neri, fu in grado di fornire preziose notizie sui prodromi dell’Oratorio, quando le riunioni avevano ancora una forma privata e si svolgevano nelle stanze del Padre4. Successivamente, tra il 1554 e il 1555, gli incontri ristretti di un paio di anni prima persero il loro carattere essenzialmente privato e, allargandosi, furono trasferiti nell’antico granaio di S. Girolamo5. Intorno al 1557 queste riunioni pomeridiane assunsero forme più definite e, pur conservando la fisionomia delle origini, presero il nome di Oratorio6. Monte Zazzara morì il 4 giugno 1608 e due suoi necrologi sono stati trascritti un secolo dopo da Pier Luigi Galletti dai libri di S. Luigi dei Francesi e di S. Maria in Vallicella7.
Grazie a Monte tutta la sua numerosa famiglia fu in stretto rapporto con Filippo Neri e quattro suoi figli entrarono in Congregazione. Francesco Zazzara, il più noto dei quattro, entrò in comunità l’8 settembre 1595, all’età di ventuno anni, dopo aver frequentato fin da ragazzino l’Oratorio di S. Girolamo. Anche Clemente seguì il suo esempio e nello stesso anno 1595 fu accettato stabilmente nell’Oratorio di Napoli. Andrea Zazzara entrò in Congregazione il 21 ottobre 1597, appena diciottenne. Giovanni Battista, giurista di formazione e assai dotto, frequentò anch’egli assiduamente l’Oratorio, diventò segretario della Consulta grazie alla protezione di Girolamo Pamphili, discepolo di Filippo Neri, e fu familiare di Paolo V, ragion per cui entrò in Congregazione soltanto il 13 settembre 1622, l’anno dopo la morte di papa Borghese8.
Andrea Zazzara visse inevitabilmente nel mito di Filippo Neri e dell’Oratorio delle origini, sforzandosi di non deludere le aspettative paterne e di non sfigurare al cospetto del fratello maggiore, Francesco, il cui peso all’interno della Congregazione cresceva progressivamente di anno in anno. Tuttavia, a differenza dei fratelli Francesco e Giovan Battista, nonché dello stesso padre Monte, Andrea non figura tra i testi al processo di canonizzazione. Di cultura elevata, studiò grammatica e retorica, approfondì la filosofia e la teologia, in cui era particolarmente versato, e cercò di familiarizzare il più possibile con l’agiografia e l’erudizione ecclesiastica. Fu così che i padri della Vallicella – ancora alla ricerca di un erede del Baronio – si rivolsero ad Andrea Zazzara per la prosecuzione degli Annales Ecclesiastici, che costituiva un’autentica priorità dell’Oratorio. In precedenza i padri oratoriani avevano affidato la continuazione degli Annales a Giovanni Matteo Ancina, Francesco Bozio e Pietro Consolini, supportati da una commissione di almeno sei persone scelte fra le più idonee a selezionare il materiale erudito, ma l’impresa era tuttavia destinata a insabbiarsi9. Al principio del 1614 si discusse in comunità sullo stato di avanzamento del lavoro condotto da Andrea Zazzara sugli Annales. Per il buon esito dell’impresa, il fratello Giovan Battista intendeva perfino ingaggiare a sue spese un copista e trovare una stanza idonea di lavoro10. Andrea poté elaborare le sole parti sufficienti per un tomo, ma non riuscì ad andare oltre. Le fatiche notturne e lo studio prolungato lo fecero ammalare di tisi. Dopo una lunga malattia, morì precocemente il 17 novembre del 1617 all’età di 38 anni11.
Andrea Zazzara stese le lezioni del secondo notturno per Carlo Borromeo; inoltre, elaborò in latino una vita di s. Bonaventura, che tuttavia non riuscì a completare poiché era deceduto prima12. Alla sua mano si deve anche un compendio inedito ricavato dalla Vita di Filippo Neri del Gallonio13. Un breve profilo biografico di Andrea Zazzara si legge nella raccolta di Paolo Aringhi – a cui attinsero a piene mani sia Giacomo Ricci sia Giovanni Marciano –, rimasta finora inedita in Vallicelliana14.

Fonti e bibliografia

  • Paolo Aringhi (et alii), Le vite e detti de’ padri e fratelli della Congregatione dell’Oratorio. Da s. Filippo Neri fondata nella chiesa di S. Maria in Vallicella …, 3 v., Roma, Biblioteca Vallicelliana, mss. O 58, O 59, O 60: ms. O 59, f. 225.
  • Antonio Cistellini, San Filippo Neri. L’Oratorio e la Congregazione oratoriana. Storia e spiritualità, prefazione di Carlo Maria Martini, 3 v., Morcelliana, Brescia 1989, vol. III, p. 2412 (Indice dei nomi di persona).
  • [Carlo Antonio de Rosa], Memorie degli scrittori filippini o siano della Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri raccolte dal marchese di Villarosa, vol. I, dalla Stamperia Reale, Napoli 1837, p. 213.
  • Giuseppe Finocchiaro, Vallicelliana segreta e pubblica. Fabiano Giustiniani e l’origine di una biblioteca ‘universale’, Olschki, Firenze 2011, pp. 22, 57, 59, 104-105, 113.
  • Antonio Gallonio, Vita di San Filippo Neri, pubblicata per la prima volta nel 1601. Edizione critica a cura dell’Oratorio Secolare di S. Filippo Neri di Roma, a celebrazione del IV centenario della morte del Santo, con introduzione e note di Maria Teresa Bonadonna Russo, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Roma 1995, pp. 55-56, nota 122.
  • Carlo Gasbarri, L’Oratorio romano dal Cinquecento al Novecento, Arti Grafiche D’Urso, Roma 1963, pp. 159-160.
  • Il primo processo per san Filippo Neri nel codice vaticano latino 3798 e in altri esemplari dell’Archivio dell’Oratorio di Roma, edito e annotato da Giovanni Incisa della Rocchetta e Nello Vian, con la collaborazione di Carlo Gasbarri, 4 v., Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano 1957-1963 [I: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1595, 1957; II: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1596-1609, 1958; III: Testimonianze dell’inchiesta romana: 1610. Testimonianze «extra urbem»: 1595-1599, 1960; IV: Regesti del secondo e terzo processo. Testimonianze varie. Aggiunte e correzioni alle note dei volumi I-III. Indice generale, 1963], vol. IV, p. 428 (Indice generale).

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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