Giorgi, Agostino

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444

Agostino Giorgi (1599-1688?) è stato un inquisitore, appartenente all’Ordine dei Frati Minori Conventuali.

Agostino Giorgi nacque nel 1599 ed è comunemente ricordato e riportato nei documenti come “da Bologna”.
Il 21 dicembre 1658 fu promosso inquisitore di Belluno, dopo essere stato vicario dell’Inquisizione di Pisa e Livorno.
Nel 1661 fu trasferito come inquisitore di Adria e Rovigo e due anni più tardi lo si trova in carica a Treviso. Dopo circa undici anni divenne titolare del tribunale dell’Inquisizione di Aquileia e Concordia (nomina 8 agosto 1674). Il 4 dicembre dello stesso anno nominò fra Valerio Secchi da Noale vicario per la diocesi di Concordia. Il Secchi sarà operativo in varie occasioni, come ad esempio tra giugno e luglio del 1675, quando ascoltò le deposizioni riguardo Giovanna Michelino di Lugugnana e Maria Pret di Giussago.
Nel periodo udinese, il Giorgi fu responsabile di alcune gravi frizioni con le autorità politiche, tanto che il Senato della Repubblica Serenissima lo volle allontanare. In una lettera del 25 luglio 1677 (anno di fine mandato) il frate inquisitore scrisse che doveva lasciare la carica su ordine del Consiglio di Dieci, definendola una «improvvisa partenza». La Congregazione del Sant’Ufficio lo trasferì allora a Pisa.
Inizialmente fu considerato uno spostamento di routine, ma recenti ricerche hanno evidenziato la volontà della Congregazione di offrire una onorevole soluzione all’inquisitore, per gli attriti con Venezia. È di una fonte ecclesiastica trevigiana l’informazione che il Senato aveva licenziato il Giorgi e quindi segnalava l’esigenza di un nuovo inquisitore a Udine. La scelta cadde su Antonio Dall’Occhio da Ferrara.
Quindi alla matura età di 78 anni il Giorgi si trovò a reggere il tribunale pisano, che gestirà per undici anni. La lunga carriera del frate fu interrotta da un grave episodio. Fu processato dalla stessa Congregazione del Sant’Ufficio per aver protetto e aiutato un ebreo, ospitandolo e occultandolo nel palazzo dell’Inquisizione di Pisa. A questa accusa si aggiunse quella di “proposizioni ereticali”, avendo lo stesso Giorgi messo in dubbio la risurrezione dei morti. Le accuse furono mosse dai confratelli nel 1686, forse per invidie fratesche.
L’11 agosto 1688 fra Agostino fu rimosso dall’incarico e incarcerato nel convento francescano a Montefiascone. Appellandosi alla malattia che lo affliggeva, il Giorgi chiese il tramutamento nella sua Bologna. La richiesta fu accolta il 13 ottobre.
Pare, ma la notizia non è provata, che il frate morì a Bologna nel 1688, quindi negli ultimi due mesi dell’anno.

Bibliografia

  • Andrea Del Col (a cura di), L'Inquisizione del patriarcato di Aquileia e della diocesi di Concordia. Gli atti processuali 1557-1823, Edizioni dell'Università di Trieste - Istituto Pio Paschini, Trieste - Udine 2009.
  • Michele Luzzati (a cura di), L’inquisizione e gli ebrei in Italia, Laterza, Roma - Bari, 1994.

Article written by Mauro Fasan | Ereticopedia.org © 2019

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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