Quaderni eretici | Cahiers hérétiques

Studi sul dissenso politico, religioso e letterario
ISSN on line: 2421-3012

ABSTRACT E AUTORI | ABSTRACTS & AUTHORS

In questa pagina sono pubblicati gli abstract dei singoli contributi pubblicati a partire dall'anno 2018 nella rivista "Quaderni eretici. Studi sul dissenso politico, religioso e letterario", pubblicata dalle Edizioni CLORI ed ospitata sul sito Ereticopedia.
Gli abstract sono accompagnati dai brevi profili biografici degli autori.
Per consultare i testi in versione integrale e per ogni ulteriore informazione sulla rivista, fare sempre riferimento alla home page di "Quaderni eretici": http://www.ereticopedia.org/rivista

N. 6 / 2018

FASCICOLO 1: LE DONNE NELLA STORIA | ISSUE 1: WOMEN IN HISTORY

DOI 10.5281/zenodo.2554819

David Salomoni, Un’educazione guerriera. Donne in armi nel tardo Medioevo italiano (XIV-XVI sec.)

This article considers some biographies of warrior women who lived in Italy between the 14th and 16th centuries, trying to separate the high degree of idealization of these figures from the more historically demonstrable aspects through a critical-anthropological approach. In particular, it seems to emerge a pedagogical specificity addressed to women of the late Middle Ages for whom a technical and psychological education to the craft of arms was not excluded.

Il presente articolo prende in considerazione alcune biografie di donne guerriere vissute in Italia tra il XIV e il XVI secolo, cercando di separare l’altro grado di idealizzazione di queste figure dagli aspetti più storicamente dimostrabili attraverso un approccio critico-antropologico. In particolare, sembra emergere una specificità pedagogica rivolta alle donne del tardo Medioevo per le quali un’educazione tecnica e psicologica al mestiere delle armi non era esclusa.

Laura Antonella Piras, Dominae fortunae suae: la forza trasformatrice dell’ingegno femminile

L'articolo presenta il progetto "Dominae fortunae suae". La forza trasformatrice dell’ingegno femminile, sezione trasversale di Ereticopedia, dedicato al contributo offerto dalle donne alla nascita e allo sviluppo dei diversi campi del sapere. Rivolgere uno sguardo all’attività intellettuale femminile che vada oltre i ruoli e gli schemi prefissati in cui le donne furono ingabbiate sin dall’antichità e che tenga conto in primis del talento personale, è un impegno che oggi più che mai risulta necessario per l’acquisizione di una piena consapevolezza delle proprie origini storiche e sociali. È solo in tempi recenti, con gli sviluppi dell’antropologia e della storiografia ma, soprattutto, per merito dell’intensa attività di riscoperta portata avanti dal movimento delle donne, che molti nomi di artiste, filosofe, scrittrici, mediche e scienziate, eclissati tra le pieghe del tempo, stanno tornando alla luce. Grazie a questi fermenti culturali si sta riuscendo pian piano a ricostruire quel panorama così vario, complesso e stratificato, che è quello dell’attività dell’ingegno femminile. Il progetto si inserisce in questo orizzonte di ricerca ed è finalizzato alla realizzazione di profili biografici di tutte le donne che, a partire dal X secolo e per tutta l’età moderna, riuscirono a distinguersi nei diversi ambiti del sapere, mettendo in atto significative forme di resistenza al sistema di valori costruito e tramandato, attraverso i secoli, dalla cultura maschile.

Domizia Weber, The first female surgeons of Renaissance Florence

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FASCICOLO 2: SGUARDI SUL MEZZOGIORNO IN ETÀ MODERNA E CONTEMPORANEA | ISSUE 2: VIEWS ON SOUTHERN ITALY IN MODERN AND CONTEMPORARY AGE

DOI 10.5281/zenodo.2554821

Antonino Corso, La Città, Stato e Arcidiocesi di Monreale. Arcivescovi e popolo tra Controriforma e Inquisizione (XVI-XVIII sec.)

L’ultimo re normanno di Sicilia, Guglielmo II d’Altavilla, fece realizzare a monte di Palermo un complesso abbaziale benedettino (1174), emanando poi una serie di esenzioni commerciali e giuridiche che diverranno le basi dello sviluppo futuro della Città, Stato e Arcivescovato di Monreale. La più importante di queste concessioni era l’attribuzione del titolo di Capitano Giustiziere all’Abate di Monreale, poi Arcivescovo, sommando al potere Civile anche il diritto di amministrare il ramo Criminale della giustizia, concedendo grazie o comminando pene di morte (mero et mixto imperio). A partire dalla metà XVI secolo fino alla metà del XVIII, si sono avvicendati vari prelati e ognuno di loro ha governato il proprio feudo secondo criteri legati al clima religioso, politico e culturale della propria epoca con mano ferma e severa quanto con la paterna pietà del Pastore di anime.

Antonio D'Andria, Onofrio Tataranni. Un riformatore napoletano in limine

The works of Onofrio Tataranni, composed during the last decades of eighteenth century in the Reign of Naples, represent an interesting Enlightenment project of education in knowledge and know-how. In his cultural journey converged the author’s different attitudes: religious, philosopher, humanist, historian, mathematician, pedagogue, loyal subject and "patriot". A parable of life and cultural planning (examined throughout all his works) common to that of many Southern Italy’s intellectuals who, starting from a sincere adherence to the Bourbon-based reformist philosophy, had progressively fallen apart and, in the early 1790s, they rejected a possible, fruitful collaboration between Court and intellectuals, between the State and leading groups.

L’opera del lucano Onofrio Tataranni, nel suo articolarsi lungo gli ultimi decenni del Settecento meridionale, rappresenta un interessante progetto illuministico di educazione al sapere ed al saper fare. Nel suo percorso culturale confluirono le diverse attitudini dell’autore, religioso, filosofo, umanista, storico, matematico, pedagogo, fedele suddito e “patriota”. Una parabola di vita e di progettualità culturale (esaminata lungo tutte le sue opere) comune a quella di molti intellettuali meridionali che, partiti da sincera adesione al riformismo borbonico di matrice carolina, avevano visto progressivamente sfaldarsi e, nei primi anni Novanta, crollare la tensione ad una fruttuosa collaborazione tra Corona e intellettuali regnicoli, tra Stato e gruppi dirigenti.

Armando Pepe (a cura di), Narrazione degli avvenimenti del 1860 nel Convento di Santa Maria Occorrevole di Piedimonte d’Alife nello scoppio della Rivoluzione

A short manuscript, recently found in the historical archive of the Order of Friars Minor in Naples, tells us about the arrival of the Garibaldians, during the 1860s, to the Alcantarini convent in Santa Maria Occorrevole , near Piedimonte d'Alife (now Piedimonte Matese). It follows the rescue of the Bourbon troops, which forces the small religious community to welcome, among many difficulties, the desperate inhabitants of Piedimonte. The narrative is followed by the events that led to the inexorable end of the Kingdom of the Two Sicilies.
Shortly after the unity of Italy, with pretentious accusations of helping the brigands and supporting the Bourbons, the guardian father of the convent of Santa Maria Occorrevole became the victim of widespread slander. There are many tribulations of the tenacious community of Santa Maria Occorrevole, due to many enemies who have tried to usurp its assets.

Un breve manoscritto, recentemente rinvenuto presso l’archivio storico dell’Ordine dei Frati Minori in Napoli, ci racconta l’arrivo dei garibaldini, durante il 1860, nel convento degli Alcantarini in Santa Maria Occorrevole, presso Piedimonte d’Alife (attuale Piedimonte Matese). Segue la riscossa delle truppe borboniche, che costringe la piccola comunità religiosa ad accogliere, tra molte difficoltà, i disperati abitanti di Piedimonte. Nella narrazione si succedono poi gli avvenimenti che hanno portato all’inesorabile fine del Regno delle Due Sicilie.
Poco dopo l’unità d’Italia, con pretestuose accuse di aiutare i briganti e sostenere i borbonici, il padre guardiano del convento di Santa Maria Occorrevole diventa vittima di calunnie artatamente diffuse. Le tribolazioni della tenace comunità di Santa Maria Occorrevole sono molte, per via dei tanti nemici che hanno tentato di usurparne i beni.

Armando Pepe, L’evangelista valdese Antonio Cornelio e la comunità svizzera a Piedimonte d’Alife nel primo Novecento

The essay analyzes the correspondence entertained by the Waldensian evangelist Antonio Cornelio with members of his own Church and important political authorities.
From the correspondence we see emerge, glimpses of a life spent within religious teachings and faith, propagated always with sincerity and proud composure, in the years preceding and following the First World War. The abandonment of the order of the Alcantarini friars, the evangelical loyalty, the tireless apostolate through various centers of Campania and Molise, interpenetrate and overlap in a compelling narrative with dramatical moments. Overtime, the small Swiss community of Piedimonte d'Alife (now Piedimonte Matese), find it hard to keep their traditions alive.

Il saggio analizza il carteggio intrattenuto dall’evangelista valdese Antonio Cornelio con membri della propria Chiesa e importanti autorità politiche. Dalla corrispondenza emergono squarci di una vita trascorsa all’insegna della fede religiosa, propagata sempre con sincerità e fiera compostezza, negli anni che precedono e seguono la prima guerra mondiale. L’abbandono dell’ordine dei frati Alcantarini, la fidelizzazione evangelica, l’instancabile apostolato attraverso vari centri della Campania e del Molise, si compenetrano e sovrappongono in una narrazione avvincente e non priva di momenti drammatici. Sullo sfondo, la piccola comunità svizzera di Piedimonte d’Alife (ora Piedimonte Matese), con le proprie tradizioni mantenute faticosamente vive nel tempo.

FASCICOLO 3: CRONACHE | ISSUE 3: REPORTS

DOI 10.5281/zenodo.2554823

Antonio D'Onofrio, Novecento Mediterraneo (Procida, 29 settembre-3 ottobre 2018)

La Summer School “L’impresa culturale del Mediterraneo” è un appuntamento che ormai da tredici anni riunisce sull’isola di Procida alcuni tra i più importanti studiosi del Mediterraneo. Diversamente dalle precedenti recenti edizioni della Scuola estiva, tema portante dell’edizione 2018 è stata una cronologia ben definita, gli anni venti e trenta del Novecento. Questo ha reso possibile un programma profondamente multidisciplinare, volto ad esplorare con curiosità e rigore scientifico quegli anni particolari, politicamente intensi e visti, nell’immaginario collettivo, come anni di “semplice” transizione tra i due grandi conflitti mondiali. Con questo spirito, dal 29 settembre al 3 ottobre 2018, nello splendido e suggestivo scenario di Terra Murata, si sono succeduti circa trenta studiosi afferenti a diverse discipline: musicisti, architetti, storici, storici dell’arte, antropologi, letterati, giornalisti, che si sono interrogati sui temi di un Novecento Mediterraneo, declinandolo nei loro campi di studio e di ricerca.

Miriam Palomba, Paesaggio religioso nell’Europa mediterranea, secc. XIV–XIX (Napoli, 1-5 ottobre 2018)

La V edizione del Seminario di studi dottorali in storia ed economia nei paesi del Mediterraneo, svoltasi a Napoli dall’1 al 5 ottobre 2018 presso l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo (CNR-ISSM), quest’anno è stata dedicata al tema “Paesaggio religioso nell’Europa mediterranea (secc. XIV – XIX)”.
Il tema del paesaggio religioso (religious landscape) è utilizzato come chiave di analisi di un lungo periodo, dal Medioevo all’età contemporanea, in cui si calano diverse realtà dislocate nello spazio e nel tempo; lo scopo è quello di ricostruire un ampio panorama storiografico al fine di proporre modelli interpretativi e comparativi capaci di coprire molteplici ambiti semantici.

Davide Trentacoste, Discriminazioni etniche e razziali e appartenenze religiose (Firenze, 24-26 ottobre 2018)

L’atelier dell’Istituto Sangalli dedicato ai giovani studiosi, arrivato ormai alla sua quarta edizione, è un interessante – oltre che prezioso – momento di incontro e confronto internazionale. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema delle discriminazioni etniche e religiose fra il 1400 ed il 1850. Nel corso delle tre giornate di studi si sono alternati importanti studiosi italiani e numerosi giovani provenienti da diverse parti del mondo. Ciò ha permesso di avere un quadro molto ampio sia dal punto di vista cronologico che geografico delle discriminazioni e delle loro varie declinazioni nel corso dei secoli.

GLI AUTORI | THE AUTHORS

ANTONINO CORSO

Antonino Corso, archivista, ricercatore, divulgatore e pubblicista di storia locale della provincia di Palermo dal Medioevo all'età contemporanea, con particolare riferimento all'antica Città, Stato e Arcivescovato di Monreale, è operatore dell'archivio storico comunale "Giuseppe Schirò" presso il Comune di Monreale (Palermo).

ANTONIO D'ANDRIA

Antonio D'Andria è dottore di ricerca in "Storia dell’Europa mediterranea dall’antichità all’età contemporanea", docente a contratto di Storia Moderna presso l’Università degli Studi della Basilicata (Matera, DICEM) e docente di Italiano e Storia nell’IIS “G. Fortunato” di Rionero in Vulture (Potenza). Si occupa principalmente di Storia della Comunicazione politica e Storia della storiografia.

ANTONIO D'ONOFRIO

Antonio D'Onofrio è dottore di ricerca in Storia dell'Europa moderna e contemporanea presso l'Università di Napoli "L'Orientale".

MIRIAM PALOMBA

Miriam Palomba

ARMANDO PEPE

Armando Pepe è laureato in Lettere all'Università di Cassino, abilitato in Latino, Greco, Materie Letterarie e Storia presso la SICSI (Scuola Interuniversitaria Campana di Specializzazione all'Insegnamento - Università di Napoli Federico II) e attualmente docente di Italiano e Latino nei Licei. Si occupa di Storiografia locale e regionale, prevalentemente moderna e contemporanea.

LAURA ANTONELLA PIRAS

Laura Antonella Piras è dottoranda in "Lingue, Letterature e Culture dell’età moderna e
contemporanea" (XXXI ciclo) presso l'Università di Sassari con un progetto di ricerca sul tema “L’epistolario petrarchesco tra ars poetica e interpretazione”.

DAVID SALOMONI

David Salomoni, dottore di ricerca in Storia medievale presso l'Université d'Avignon, è attualmente assegnista di ricerca presso l'Università degli Studi Roma Tre.

DAVIDE TRENTACOSTE

Davide Trentacoste è dottorando in "Storia dell'Europa dal Medioevo all'Età Contemporanea" (XXXIII ciclo) presso l'Università di Teramo.

DOMIZIA WEBER

Domizia Weber, dottore di ricerca in Storia moderna presso l'Università di Firenze e specialista di storia della stregoneria e di storia della medicina in età moderna, è operatrice culturale presso Mus.e Firenze, ente partecipato che si occupa della gestione e valorizzazione degli spazi museali civici fiorentini.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, De rerum natura, lib. V]

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